11. Che cosa succede...

In Francia la Rivoluzione affermò i diritti dell'uomo, abolì l'assolutismo regio che aveva portato il Paese ad un lento collasso, tentando dapprima un'esperienza costituzionale. Solo quando la debolezza del Re e la malafede degli Aristocratici fu divenuta intollerabile, prese il sopravvento il partito più intransigente che processò il Re, lo ghigliottinò e proclamò la Repubblica.

Luigi XVI alla ghigliottina

Tutto questo - è bene ricordarlo - avvenne in due anni e mezzo, durante "giornate" di torbidi ed eccessi, nelle quali la forza della piazza superava via via gli ostacoli che si frapponevano al cammino della Rivoluzione.Queste giornate furono possibili solo perché le classi cittadine più numerose e meno abbienti, esasperate da condizioni di vita insopportabili, furono messe in movimento da pochi uomini coraggiosi, decisi e senza scrupoli. Il popolo tuttavia non poté godere i frutti che aveva sperato di cogliere in quelle giornate; abili manipolatori delle coscienze seppero via via impadronirsi della cosa pubblica con il risultato finale che si operò in Francia una semplice sostituzione di classi al vertice del potere:al posto del Re e dei Nobili s'installò la Borghesia. Né poteva esser diversamente.

In Francia la Borghesia era l'unica classe istruita, versatile, grintosa.

Come se una Rivoluzione di quella fatta non bastasse, le Monarchie d'Europa chiusero la Francia della Rivoluzione in un formidabile blocco economico e militare, e per spartirsi le spoglie di una nazione che credevano agonizzante, ed insieme per impedire il contagio all'esterno dell'Idea Rivoluzionaria così pericolosamente eversiva.

La guerra fu inevitabile.

Completamente sprovvista di flotta - passata agl'Inglesi col tradimento - la neonata Repubblica non poté più tenere le sue colonie e dovette difendere lo stesso suo territorio nazionale dall'invasione dei coalizzati. La Vandea ed altri dipartimenti insorsero in una sanguinosa controrivoluzione fomentata dagli Aristocratici emigrati e dall'oro inglese.Ciò costrinse la Repubblica a provvedimenti drammaticamente radicali. Fu dichiarata la Patria in pericolo. Chiunque non avesse collaborato sarebbe stato messo a morte con procedura sommaria.

Era il Terrore. Un Terrore mostruoso. Ma operò il miracolo.

La popolazione, in mancanza di ufficiali specialisti - tutti almeno sospetti al nuovo regime - imparò dagli Studenti della Scuola Militare a raschiare i muri dei sotterranei per ottenere i nitrati necessari alla polvere da sparo che non si poteva più importare. Gli Allievi furono mandati in missione dovunque ce ne fosse la necessità: dovevano insegnare a fabbricare cartucce ed istruivano le reclute. Si requisirono tutte le officine e tutti gli artigiani atti a fabbricare fucili. Le donne produssero enormi quantità di camicie, panni, bende ed altri materiali per i combattenti. Le campane delle chiese fornirono il bronzo per fondere i cannoni.Soprattutto, furono mobilitati tutti gli uomini dai 15 ai 60 anni e l'esercito nazionale, raffazzonato frettolosamente, composto da contadini, operai, piccoli commercianti, addestrati in qualche modo, riuscì dopo molti sanguinosi tentativi, a contenere l'impeto delle scelte Armate nemiche poiché la Nazione Francese con essi combatteva " in proprio", non - come i nemici - "in conto terzi" !

Passata ormai all'offensiva, la Francia era tesa ai suoi confini naturali: lo spartiacque alpino ed il Reno. Il ducato Sabaudo costituiva una spina nel suo fianco, tanto più che la Savoia era francese, per cultura e lingua, ossia, naturalmente.Alla sinistra del Reno esistevano inoltre vari staterelli di giurisdizione germanica, ma anch'essi di cultura e tradizione diversa. Tutto ciò era stato per secoli fonte di contese.

Intanto, fuggiti all'estero in tempo utile, i tre Principi più vicini alla Corona di Francia brigavano, ognun d'essi illudendosi di rientrare come Re :

- Il Duca d'Orleans, (Monsieur), fratello del re, s'era rifugiato a Verona assieme ad altri Aristocratici e Prelati.

- Il Conte d'Artois, gaudente, futile, era seguito da molti giovani Nobili e cercava di ottenere armati e danari per la causa monarchica presso le corti d'Europa. S'era spinto fino in Russia dove, dice il Thiers che...la Zarina Caterina gli aveva fatto una splendida accoglienza, gli aveva regalato una fregata, la somma di un milione e gli aveva promesso grandissimi aiuti...

- Il Principe di Condé, ... valoroso, ma poco abile, continuava a riunire nell'Alto Reno tutti coloro che volevano servirsi della sua spada...

Questi tre Principi avevano formato in esilio tre Corti francesi che però, invidiose l'una dell'altra, disorganizzate, disunite, erano preda degl'intriganti che si facevano pagare senza fornir loro gli aiuti promessi. Insomma, ben presto una crudele esperienza avrebbe insegnato ai Principi che non dovevano fidarsi dei nemici della Francia.

Arresto di Robespierre, la notte del 9 Termidoro

Il 9 Termidoro 1794 decretò la fine del terrore e gli Emigrati poterono alla chetichella riprendere le relazioni con la loro patria. Anche in questa occasione gli intriganti riuscirono a convincerli che avrebbero potuto contare sicuramente su di un movimento a loro favorevole all'interno della Francia, tanto più che s'era iniziata una spietata repressione antigiacobina (Terrore bianco), anche se meno vasta del precedente. I Reazionari rialzarono il capo. Essi, a torto, pensavano che la fine di Robespierre volesse dire ritorno al passato, magari alla Monarchia: i Nobili emigrati e il Clero rientrarono alla chetichella. Le nuove elezioni sortirono risultati favorevoli alle posizioni moderate che, appunto perché moderate, lasciavano ampi spazi alle destre estreme.I "Patrioti" temevano e tacevano; i Monarchici s'illusero ancora di poter distruggere la Repubblica.

Ma gli interessi economici in gioco non potevano permetterlo.Infatti, coloro - ed erano moltissimi - che con un pugno di assegnati di scarso valore, avevano acquistato le terre, confiscate ai Nobili ed alla Chiesa come beni nazionali, non potevano volere il ritorno all'antico sistema, per quanto Cristiani e Realisti essi fossero: sarebbe stato un pugnalarsi con le proprie mani. La fazione restauratrice non poté così prevalere. Essa era appoggiata solo dai fanatici che s'illudevano, pur senza essere Realisti....

" ...erano magari giovani sinceramente repubblicani...ma accecati dalla loro avversione al sistema rivoluzionario,...era una massa di ambiziosi, vogliosi che la Convenzione si ritirasse per far posto a loro... "

L'oro degli inglesi intervenne e fece il resto. La situazione era tesa: il Governo dei Termidoriani a Parigi vigilava e si accorse che si stava preparando una giornata ad opera delle sezioni parigine ormai epurate dai patrioti e dominate dai reazionari filo-monarchici. Il Gen. Menou, incaricato dal Governo di domare l'incipiente insurrezione reazionaria, non poté o non volle intervenire. Fu incaricato allora della cosa un giovane ufficiale d'artiglieria: Napoleone Bonaparte, che era distinto per decisione e scelte tattiche assai efficaci durante l'assedio di Tolone, che si era data agl'Inglesi.

Napoleone Bonaparte giovane ufficiale

Era stato messo in disparte come sospetto amico dei Robespierre. Ora però poteva servire ai Termidoriani. Fu reintegrato nei ranghi. Egli poteva disporre a Parigi soltanto di cinquemila soldati. Gli insorti avrebbero potuto contare su quarantamila uomini solo che fossero stati in grado di radunarli. Bonaparte comprese subito che doveva impossessarsi dei cannoni prima che lo facesse la piazza: il resto sarebbe venuto da sé. Murat fu da lui incaricato di impadronirsi dei cannoni e presidiò con essi tutti gli sbocchi stradali più importanti. L'ordine era di attendere l'insurrezione senza però provocarla.Quando questa cominciò, senza esitazione alcuna, i cannoni di Bonaparte spararono sui parigini. Due ore di fuoco decisero la giornata per il Governo. Tutto questo accadeva il 13 vendemmiaio (5 ottobre) 1795.

13 vendemmiaio: I cannoni di Bonaparte sparano sugli insorti alla gradinata della chiesa di S. Rocco. La giornata costò 300 morti.

Il Governo - i Termidoriani - aveva ristabilito l'ordine repubblicano. Si premiarono i fidi, e - non era più l'epoca delle rappresaglie - s'ignorarono gl'istigatori. Bonaparte s'era ben meritato un posto di comando nell'esercito per il servigio reso. Ebbe il coraggio di sparare sui parigini quando glielo chiesero, per salvare la Rivoluzione Borghese.

Questo fu l'inizio politico di Bonaparte.

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